LogoS

Asrava (2001)

Realizzato nel periodo agosto 2000 – gennaio 2001. Già dalla copertina, un dipinto di Luca Zerman che mostra un paesaggio desolato e alieno con un inquietante manichino in primo piano, si può intuire che la band ha intrapreso una diversa direzione musicale rispetto al primo album. Non più atmosfere “cosmiche” e oniriche create dalle tastiere e un delicato uso “floydiano” della steel guitar; le sonorità si sono fatte più aggressive, cupe, la ritmica è più presente e serrata. Più che al prog storico degli anni ’70 la band ora sembra ispirarsi soprattutto alle sonorità ben più “heavy” dei King Crimson anni ’90, come ad esempio lo strumentale “Ezra Pound”.

Anche i testi si sono fatti più cupi; nel brano “99” si parla di una “grande e silenziosa esplosione che ha portato via tutto e tutti”. Interessante è il pezzo strumentale che dà il titolo all’album.

Gli “asrava”, nella dottrina buddista, sono i quattro influssi negativi che impediscono all’uomo di raggiungere l’illuminazione; il brano è infatti suddiviso in quattro parti. “Terra incognita” è il pezzo più “diretto” dell’album, con una ritmica più semplice e regolare; evocativo il testo, che racconta di misteriose terre in attesa di essere scoperte dall’uomo. In “Asrava” vi sono due delicate canzoni acustiche: “La leggerezza della libertà” e “Epilogo”, impreziosite dalle chitarre classiche di Fabio Gaspari e Massimo Maoli. A differenza del primo album, “Asrava” è stato registrato in maniera molto accurata, e infatti è costato alla band mesi di duro lavoro.

 

Registrato a Verona tra il 2000 e il 2001.

Mixato e masterizzato nel 2001.

Tecnico del suono: Simone Chiampan

Formazione:
Fabio Gaspari : Basso, chitarra acustica, chitarra classica, voce solista
Massimo Maoli : Chitarra elettrica, chitarra acustica 12 corde, chitarra classica, pedal steel guitar
Alessandro Perbellini : Batteria, voce solista
Luca Zerman : Tastiere, voce solista
Simone Chiampan : Effetti, rumori, diavolerie midi

 

  • 01

    Prologo

  • 02

    Ezra Pound

  • 03

    99

    E' vero, potrei anche dormire dentro ad una impronta di dinosauro tanto grande fu il suo piede, quanto piccola e' la mia figura. Sono un animale di citta' di oggi, vivo seguendo il cavallo tecnologico, ma basta uscire dal catino bollente per ritornare a respirare fiori. E' vero, potrei anche dormire dentro ad una impronta di dinosauro, e potrei rimanervi per mille anni finche' lui non tornera' a riprendersela. Potrei svegliarmi nel '99 e trovarmi steso sopra all' amaca nel tuo giardino di casa, e scoprire di essere rimasto l' unico. Potrei scoprire che tutto sembra normale, ma che invece non lo e' per niente, che una grande ma silenziosa esplosione ha portato via tutto e tutti. Che qualcuno ha raccolto il mio corpo ponendolo al sicuro dalla bomba, posandolo in una strana culla, nell' impronta del piede di un gigante.

  • 04

    La leggerezza della liberta'

    Non troppo delicato, non troppo semplice, penso, mentre rimarco il mio passo nella tenebra calata sul mondo... Indossando il lembo dei giorni ad una impressione coltivata da puro sospetto mi estraneo... Non ti conosco, non ti riconosco, attimo che un momento prima stavo vivendo... non è per decantare una luce d' armonia, sarà forse la leggerezza della libertà...

  • 05

    Asrava

  • 06

    Terra incognita

    Terra incognita, mondo disperso solo gli uccelli vi mettono nido non un sentiero tracciato da uomo non una traccia della sua potenza Grandi pianure di sterpi e rovi rocce rosse e serpi in agguato scuotetevi ora dal vostro sonno vegliate in attesa del futuro re. Arrivera' con i suoi grandi velieri a coprire le vostre infinite distese arrivera' a turbare la vostra quiete qui diffondera' la sua specie. Quando il primo di questi giorni il tramonto uscira' dal suo covo coprira' di buio un nuovo mondo il mondo del nuovo regno.

  • 07

    Epilogo

    Vento e neve giocano insieme dieci bambini si rincorrono gridando nella piazza vuota, le tracce dei carretti sulla terra gelata portano chissa' dove... lontano da me, da te.

 

 

Testi

’99
E’ vero, potrei anche dormire dentro ad una impronta di dinosauro tanto grande fu il suo piede, quanto piccola e’ la mia figura. Sono un animale di citta’ di oggi, vivo seguendo il cavallo tecnologico, ma basta uscire dal catino bollente per ritornare a respirare fiori. E’ vero, potrei anche dormire dentro ad una impronta di dinosauro, e potrei rimanervi per mille anni finche’ lui non tornera’ a riprendersela. Potrei svegliarmi nel ’99 e trovarmi steso sopra all’ amaca nel tuo giardino di casa, e scoprire di essere rimasto l’ unico. Potrei scoprire che tutto sembra normale, ma che invece non lo e’ per niente, che una grande ma silenziosa esplosione ha portato via tutto e tutti. Che qualcuno ha raccolto il mio corpo ponendolo al sicuro dalla bomba, posandolo in una strana culla, nell’ impronta del piede di un gigante.

La Leggerezza Della Liberta’
Non troppo delicato, non troppo semplice, penso, mentre rimarco il mio passo nella tenebra calata sul mondo… Indossando il lembo dei giorni ad una impressione coltivata da puro sospetto mi estraneo… Non ti conosco, non ti riconosco, attimo che un momento prima stavo vivendo… non è per decantare una luce d’ armonia, sarà forse la leggerezza della libertà…

Terra Incognita
Terra incognita, mondo disperso solo gli uccelli vi mettono nido non un sentiero tracciato da uomo non una traccia della sua potenza Grandi pianure di sterpi e rovi rocce rosse e serpi in agguato scuotetevi ora dal vostro sonno vegliate in attesa del futuro re. Arrivera’ con i suoi grandi velieri a coprire le vostre infinite distese arrivera’ a turbare la vostra quiete qui diffondera’ la sua specie. Quando il primo di questi giorni il tramonto uscira’ dal suo covo coprira’ di buio un nuovo mondo il mondo del nuovo regno.

Epilogo
Vento e neve giocano insieme dieci bambini si rincorrono gridando nella piazza vuota, le tracce dei carretti sulla terra gelata portano chissa’ dove… lontano da me, da te.

 

 

Leggi le recensioni: https://www.logosprog.it/category/recensione/asrava/

Translate »