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L’enigma della vita (2014)

“L’enigma della vita” rappresenta l’album della maturità, il felice risultato di dieci anni di creatività compositiva, attività live e vari cambi di line-up.

Nel disco, oltre a Luca Zerman alle tastiere (ora cantante principale della band), Fabio Gaspari al basso ( in quest’album suona anche la batteria dopo l’abbandono di Alessandro Perbellini nel 2004), e Massimo Maoli alle chitarre, suona il tastierista Claudio Antolini, che porta nel gruppo nuova linfa compositiva.

Le nuove composizioni oscillano fra le avvolgenti atmosfere del primo album e il tecnicismo di “Asrava”. “N.A.S.”, un lungo e complesso brano strumentale impreziosito dall’eccellente lavoro alle tastiere di Zerman e Antolini; “In principio”, dove Maoli crea con la sua 12 corde elaborati e suggestivi arpeggi; “In quale luogo si fermò il mio tempo”, un pezzo per solo pianoforte che riprende con uno stile malinconico e struggente la melodia principale di “N.A.S.” ; la title-track, che, forse, meglio di altri brani, dimostra la grande personalità musicale raggiunta dalla band. Le tastiere, pur occupando un ruolo di primo piano nell’album, non sono mai invadenti né eccessive; il lavoro alle chitarre di Maoli è anch’esso sobrio e misurato, ben lontano da certi eccessi tipici di molti chitarristi rock; Gaspari crea con il basso e la batteria un efficace ed essenziale tappeto ritmico.

I testi sono lunghi ed articolati e si soffermano prevalentemente sul profondo mistero dell’esistenza umana.

Il disco si compone di undici brani per oltre sessanta minuti di musica originale.

 

Andromeda Relix
AND35 – SIAE (P)2014

Registrato a Verona tra il 2006 e il 2012.
Mixato all’Opal Studio di Verona da Fabio Serra e Logos.
Masterizzato da Fabio Serra.

Formazione:
Fabio Gaspari: Batteria, basso
Luca Zerman: Organo, mellotron, synth, voce
Claudio Antolini: Pianoforte, tastiere, synth
Massimo Maoli: Chitarre

Special guests:
Alessandro Perbellini: Batteria in “Alla fine dell’ultimo capitolo”
Simone Bistaffa: assolo di chitarra in “Venivo da un lungo sonno”
Simone Chiampan: batteria in “In principio”
Gianbattista Bodel: voce narrante in “Il rumore dell’aria”

Immagini di copertina e libretto: Fulvio Saiani.

 

Distribuzione

Pickup Records (Bassano – IT) – www.pickuprecords.it
GT Music (Padova – IT) – www.gtmusic.it
Andromeda Relix – www.andromedarelix.com
Masterpiece Distribution, BTF, Mellow Records

Mondo:
AMERICA: CdBaby (USA), Syn-phonic (USA), Laser’s Edge (USA), Kinesis (USA), Wayside Music (USA), Melodisc (CA), Idea Musical (Mexico)
EUROPE: Caerllysi Music (UK), Cosmos Music (FR), Musea (FR), JustForKicks (DE), Beyondrock (NL), Oskar CD (PL), Mals (RU)
ASIA: Garden Shed (JP), Disk Union (JP)

 

 

Testi

L’enigma della vita
Il mio respiro nasce dall’acqua o da uno scontro fra molecole
da combinazioni atomiche casuali moltitudine di eventi elementari?
Quanto devo alla pigra natura, quanto alla mente matematica
quanto alla volontà, all’azione, quanto all’imprevedibile gioco?
L’ enigma della vita mi sta dentro
e grandi pensieri mi sorprendono grandi come la sua mente ideatrice
come la forza che mi sfugge davanti
e che mi lascia incerto a immaginare…
Nacqui dalla polvere prendendo forma e dalla polvere presi forza e fui io a sollevarmi in volo a stento.
Per arrivare a camminare da solo creando anzi plasmando le idee fino a renderle grandi e bellissime, aprendo mille porte con un soffio, trasformando le capanne in dimore, facendone delle case forti e sicure imparai la lezione della roccia.

In principio…
Nascono e muoiono come creature astri, pianeti, esseri non pensanti
e nascono e muoiono gli uomini padroni ma non assoluti del creato.
La sapienza di una grande mano ha scolpito forme indescrivibili
tracciando disegni sopra i deserti fatti di colori che non esistono,
ha dato vita a spenti corsi d’ acqua ed essi sono diventati grandi fiumi.
In principio era il nulla ed dal nulla siamo stati generati e generiamo
Quando nacqui ero solo un arbusto e vidi apparire ad una ad una
tutte le altre creature dell’ universo dal primo al sesto giorno.

Pioggia in campagna
Sono una piuma vagante e qui mi poso
ad ascoltare ciò che mi dicono le foglie
ed eccomi nel tuo regno, signora di ferro,
sono grandi i campi, il grano maturo.
E ovunque tu vada troverai rottami di auto abbandonate
che stanno affondando lentamente nella palude silenziosa dei secoli
fino a diventare parte del sottobosco.
I loro vetri saranno rotti e fradici e l’ erba vi crescerà dentro a ciuffi
e si potrebbe anche immaginare che abbiano visto tempi migliori.
Sotto qualche quercia sono certo ci sarà anche quella di mio padre coperta di foglie appena cadute e di pioggia fresca di primavera.
Dove saranno finite le coperte da stendere sull’ erba per mangiare ? Forse qualcuno ha potuto salvarle dalla impercettibile furia del tempo ? Sono una piuma vagante e qui mi poso ad ascoltare ciò che dicono le foglie anche se sarò presto soffiata via.

In fuga
Ti ricordi i momenti della tempesta?
Noi confusi nella folla di uomini.
Il capitano alzò la mano per dire avanti e iniziò per noi la rincorsa alla libertà.
L’importante era correre e non fermarsi per non appendere la vita ad un filo
‘Scappare’, solo ‘Fuggire’, mi dicevi…
‘Non alzare lo sguardo dalla neve’.

Completamente estranei
Da un angolo di marciapiede s’ apre un piccolo cunicolo
è la porta della città nascosta, la porta della città nascosta.
E tu che ci vivi sopra, tu che ci cammini accanto
ogni giorno percorri il viale
il tuo sguardo è diritto i tuoi passi brevi e veloci,
non vedi che la tua rabbia la tua mano sfiora la terra,
il tuo occhio legge negli astri
ma noi per te siamo ancora completamente estranei.

Venivo da un lungo sonno
…venivo da un lungo sonno…
e a svegliarmi fu il rumore dell’ aria e della sua azione contro le tende,
non era ancora giorno ed io in viaggio per non so dove…
Protetto da una coperta di lana la strada mi correva sotto rapida
e mi giungeva il suono di un colloquio
in una lingua che non era la mia…

Alla fine dell’ultimo capitolo
Dove andrai a dormire la sera
e dove andrai a posare il capo
quando arriverà la grande pioggia?
Di certo resterai a guardare per qualche momento del giorno
l’ immagine delle figure d’ uomini impresse sul muro di mattoni;
e ti aggirerai per la città vuota
faticando con i piedi fra i rottami
e non ti sarà facile muoverti bene fra i mucchi di macerie e gli sterpi. Vedrai però filtrare nella polvere i resti di una fiamma rimasta accesa; la userai per scaldarti e illuminare
la tua casa e la tua strada.
Lascia accesa quella fiamma vicino al muro e tienila viva per me
perché una delle figure che vedi fu la mia.

 

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