Progressive Rock Band

“Sadako e le mille gru di carta” è il quarto album dei veronesi LogoS nato dopo una gestazione di circa cinque anni. Il gruppo, attraverso la vita di Sadako, pone l’attenzione sul tema della guerra e della corsa al continuo potenziamento bellico. Una storia di settantacinque anni fa che risulta essere sempre attuale.

Secondo un’antica leggenda giapponese, chi piegherà mille gru di carta con la tecnica degli origami vedrà i propri desideri esauditi…

Il disco è pubblicato nell’estate del 2020 per Andromeda Relix e distribuito da Pick Up Records .

Sadako e le mille gru di carta

  1. Origami in SOL- (2:19)
  2. Paesaggi di insonnia (11:29)
  3. Un lieto inquietarsi (10:47)
  4. Il sarto (6:00)
  5. Zaini di elio (12:37)
  6. Sadako e le mille gru di carta (21:22)

Formazione:
Luca Zerman – Voce, Hammond, Synth
Fabio Gaspari – Voce, Basso, Chitarra, Mandolino
Claudio Antolini – Pianoforte, Synth
Alessandro Perbellini – Batteria

Hanno partecipato:
Elisa Montaldo – Voce in “Il sarto”
Massimo Maoli – Chitarra in “Sadako e le mille gru di carta”
Simone Chiampan – Batteria in “Il sarto”
Federico Zoccatelli – Sassofono in “Paesaggi d’insonnia”

Musica di Luca Zerman e Logos. Testi di Luca Zerman e Marco Zuffo.
Registato a Verona nel periodo 2018 e 2019 da Luca Zerman
Mixato nel 2020 all’Opal Studio da Fabio Serra e LogoS
Masterizzato a Eleven Mastering da Andrea De Bernardi
Artwork & elaborazione immagini di Claudio Antolini e LogoS

Un ringraziamento particolare a Hiroshima Peace Memorial Museum – link.

Leggi le recensioni dell’album: LINK

logos lazzareto

sadako ma anche origami e altre storie

Zaini di elio.

Esiodo narra che quando Pandora aprì lo scrigno, uscirono da esso una moltitudine di mali che si
abbatterono implacabili sul mondo. Ma dallo scrigno uscì anche Elpis, la Speranza. Da allora essa
è il bene più prezioso dell’umanità, che permette agli uomini di lasciarsi alle spalle gli orrori del
passato e costruire fiduciosi un nuovo luminoso avvenire.

Il sarto

Un istante di serena leggerezza nella vita di una ragazzina malata di leucemia.
Lasciarsi alle spalle per qualche attimo la gelida angoscia di un male crudele che consuma il
corpo a poco a poco, e galleggiare dolcemente nella stasi incantata di un sogno, in cui tessere
delicate fantasie e affidarle alle acque profonde dei propri desideri.

Un lieto inquietarsi

Oscuri presagi incombono su un umanità distratta, che ha smarrito il valore della Memoria.
Gli artigli insanguinati dell’odio e dell’ignoranza stritolano il cuore degli uomini.
Nel ventre della terra, all’interno di oscure catacombe tecnologiche, missili a testata nucleare
attendono di solcare il cielo e colpire gli obbiettivi con micidiale precisione.
All’orizzonte si stagliano le macerie di future Hiroshima. Future Nagasaki.
Quante Sadako dovranno ancora essere sacrificate affinché l’uomo non smarrisca più il dono
della Memoria?

Sadako e le mille gru di carta

…le dita agili e affusolate della ragazzina sembravano danzare mentre creavano uno dopo l’altro
splendidi origami colorati a forma di gru.
Il cielo azzurro di uno splendido mattino di primavera era attraversato di tanto in tanto da piccole
e candide nuvole solitarie; i passeri cinguettavano vivaci tra i rami dei ciliegi in fiore. Una lieve
brezza accarezzava i capelli della ragazzina.
Secondo un’antica leggenda, chiunque riuscirà a creare mille gru di carta potrà realizzare il suo
più grande desiderio…

Paesaggi d’insonnia

L’orizzonte è velato da una sottile polvere radioattiva. La città in rovina è stata abbandonata molto tempo fa.
Scure sagome umane sono rimaste impresse sulla pietra di edifici sventrati e anneriti.
Il cielo, che un tempo risuonava del cinguettio di innumerevoli uccelli, ora è silenzioso come l’interno di una tomba.
Dalla terra non nasce più nulla; è grigia, come grigie sono le acque dei fiumi da cui la vita è fuggita per sempre.
Quanto tempo è trascorso dallo scoppio della bomba? Nessuno più lo ricorda.
E tutto questo è realmente accaduto?
O è solo un incubo che tarda a dissolversi con le prime luci dell’alba?

Come è nato il progetto

Per scoprire come è nato il progetto, la storia della piccola Sadako e altre informazioni interessanti ti invitiamo a visitare questa pagina del sito.

Presentazione progetto:
Download ITALIANO: Logos_ITA_Presentazione_nuovo_album
Download ENGLISH: Logos_ENG_Presentazione_nuovo_album

crediti immagini utilizzate nel progetto


Oltre alla componente musicale e dei testi, il gruppo ha lavorato molto sulla parte legata alle immagini. Il periodo di produzione è stato importante per cercare foto che meglio rappresentavano il messaggio contenuto nell’album. Abbiamo conosciuto persone e professionisti, oltre ad aver scoperto gallerie bellissime, anche non strettamente inerenti al tema, che vi suggeriamo di visitare.

Le immagini contenute in questo album appartengono ai rispettivi proprietari e sono utilizzate su gentile concessione.

Le foto del gruppo sono state scattate al Lazzareto di Verona su concessione del FAI da Alberto e Nicolò Gaspari WWW.MAD-OVEN.ITLe foto di Hiroshima sono di Andrea.

I quadri sono opere di Marica Fasoli e appartengono alla serie delle Gru e dei cinque elementi (fuoco, acqua, legno, terra, metallo) WWW.MARICAFASOLI.COM 

Foto scattata alla statua dedicata a Sadako presente nel Parco della Pace di Seattle (USA) da Patricia – Prima Seadiva.
 
WWW.FLICKR.COM/PRIMASEADIVA
 
Elaborazione cielo ad origami: Logos.
 
Thank you Patricia!

Dettaglio della mano della statua dedicata a Sadako presente nel Parco della Pace di Seattle (USA), scatto di Patricia – Prima Seadiva.
 
WWW.FLICKR.COM/PRIMASEADIVA
 
Elaborazione cielo ad origami: Logos.

Un’altra bambina di nome Sadako.

La bambina giapponese di questa foto si chiama Sadako. Fu scattata nel 1948 ad Hiroshima dal padre di Koji Kanemoto.

La bambina non è Sadako Sasaki. Molti siti e blog riportano questa informazione in maniera errata, forse  per sfruttare la potenza dell’immagine (indubbiamente stupenda). Speriamo che il disco sia un modo per chiarire questo “malinteso” storico. 

LogoS ringrazia Sadako, Koji Kanemoto e tutta la famiglia. Grazie per aver acconsentito ad un utilizzo “Ufficiale” della foto HTTPS://P47KOJI.COM – Articolo originale con foto

Altra foto scattata alla statua dedicata a Sadako presente nel Parco della Pace di Seattle (USA). L’autore è Scott Butner.

La foto era destinata ad un libro di poesie che non è mai stato pubblicato. Forse il destino di questo scatto era proprio il disco del LogoS… 

WWW.FLICKR.COM/RS_BUTNER

Thank you Scott!

Enola Gay è il bombardiere B-29 Superfortress che il 6 agosto 1945, poco prima del termine della seconda guerra mondiale, sganciò sulla città giapponese di Hiroshima la prima bomba atomica della storia a essere stata utilizzata in guerra, soprannominata Little Boy.  Da Wikipedia 

Questa foto mostra l’interno di un B-29 ed è stata scattata da Jim Kleeman WWW.FLICKR.COM/JIMKLEEMAN
Thank you Jim!

i testi

PAESAGGI D’INSONNIA

Nel ruscello scorreva l’amianto
e un vello amaranto
copriva le spalle di un cervo.
Lente le lanterne
tra nenie e litanie di pazzi
galleggiavano sui rostri
e arrossivano abbruttite
dal volgo indisponente.
Acclamate genti
e lamenti
mentre tanti attendevano attenti.
Con le mani secche
i menti appuntiti,
tanto abbruttiti da stonare.
Non voleva tornare.
Ma il bagliore del cristallo,
e il sole giallo,
in un lampo
dalle tende annerite,
come un vento,
ammiccarono a foglie d’argento.
Sgomento lasci il sogno,
e contento
ti accoccoli a fuoco lento.
Anche se ti sei spento
non basta mai un giaciglio
per chi sta sempre sveglio.

UN LIETO INQUIETARSI

Un lieto inquietarsi, un rumore sassoso di passi,
dietro intricate e inusuali prassi,
meste frontiere tra ossessioni e vizi,
mezzi grattacieli, mezzi pensieri peggiori.
Ridenti contrade e paesaggi di fiori,
figure di carta incollate ai colori neutri,
di amori ruvidi,
avverarsi di brividi,
incubi isterici e nudismo di piazza.
Ode alla zappa, monumenti all’ignoranza,
a chi basta una stanza per pregare una chiesa, un altare.
Un lieto inquietarsi, nel tepore chimico del desiderio,
per lagnarsi si trova sempre qualcosa di serio.

 

 

IL SARTO

Con lembi di nubi fasciava il suo petto
e strappando dal cielo un pezzetto,
di tiepido azzurro lucente,
copriva con niente le spalle perfette.
Con tinte cavate dalle acque più fonde,
con stoffe di onde, cuciva il suo scialle,
e due spille, 
dal sole al tramonto forgiate,
appuntava a un corpetto,
tessuto rubando alle fate,
il brillio dell’argento.
Non contento spalmava poi in basso,
con abili mosse ondulate,
una gonna di luci di stelle,
e con un sogno ribelle
ne orlava splendente la fine,
intrecciata con crine d’un cavallo bianco.
Creava poi un calzare,
di pelle di luce di fiamma,
e come gomma,
più dura per suola di scarpe,
usava la parte da pestare:
il suo volerla lasciare,
pressando in un torchio ogni rimorso
il suo essere orso, e un po’ perso.
Amava vestirla di luce
ma non era capace,
cercava la pace,
perciò stanotte tutto tace,
a domani il vestito di note,
a incipriarle le gote
penserà qualcun altro.

 

ZAINI DI ELIO

Senza zavorra
riempire zaini di elio
e volare
oltre colline d’aria.
Scansar con un soffio
fumo d’alberi in fiamme
e passar sulla cresta gelata dei sogni.
Gonfiarsi di odori e colori
affondando le dita
ne bordo dei cieli.
Sfiorare col petto
il fiume dei sensi
sul pelo dei ricordi intensi
planare e salire
ben oltre i rimorsi.
Scintillare di sogni
in onda tra nuvole specchiate negli occhi
mari di gioie e soli d’alba
su una morbida strada d’erba
gambe forti per scendere a terra
e un cuore leggero
per spiccare ancora il volo.

SADAKO E LE MILLE GRU DI CARTA

Sadako che guarda
volando leggera
appesa alle mille gru di carta,
storie di guerra
natura nefasta
migliaia di anni
da prima di Sparta.
Scrivevano in tanti messaggi di pace,
ogni uno a suo modo, esprimendo il dolore,
col cuore imbevuto d’un succo di pece,
guardando impotenti la bimba che muore.
Sadako che dorme vicino a una bomba,
un simbolo bianco di fogli leggeri,
trasforma anche il tempo che porta alla tomba,
ma porta alla luce pensieri sinceri.
E’ un po’ più vicino l’oriente che guarda,
si interroga incredula piange e non parla,
fluttua infuriata cambiando colore,
dal bianco all’arancio fondendosi al sole.
Non solo la morte ha lo stesso rumore,
le guerre, la fame, la brama, il potere,
Sadako oggi ascolta scioccata dal cielo,
degli uomini d’oggi il brutale pensiero.
Quando è morto l’altruismo?
Quanto regnano prosperi
odio,
disgusto,
egoismo?
Stridendo si bagnano e cadono,
mille gru di carta,
una bambina leggera, ha trovato la tomba,
dormiva serena abbracciata a una bomba.
La nuova guerra è più nefasta,
nascosta dall’ombra di uno schermo piatto,
ammutolita dal brusio di un processore,
dietro al becero minimizzare,
abbaiar per screditare.
E’ una guerra lontana,
qui arriva solo qualche scintilla,
quante Sadako ancor oggi,
guardan negli occhi una bomba che brilla.

Ogni riferimento a cose o persone realmente accadute è puramente causale. Names, characters, businesses, places, events, locales, and incidents are either the products of the author’s imagination or used in a fictitious manner. And any resemblance to actual persons, living or dead, or actual events is purely coincidental.

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